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ULTIMI AGGIORNAMENTI:

VISIONE: THE BOX di RICHARD KELLY - Kelly risulta fenomenale quando decide di abbandonare sceneggiatura e macchina da presa attraverso inesplorati territori narrativi, ma l’ego che alimenta il suo cinema non gli permette di riconoscere la linea di demarcazione, quella oltre la quale è sconsigliato andare.

VISIONE: THE ROAD di JOHN HILLCOAT - La monolitica e rigorosa macchina da presa di John Hillcoat si muove poderosa e coinvolgente, mettendo in scena ciò che resta di un western decadente e devastato, imponente e acromatico, che concede al colore e al calore il tempo infinitesimale di parsimoniosi flashback.

SGUARDI: 80 ANNI di JLG In occasione degl’80 anni di Jean-Luc Godard, il Nostro Messia del Cinema, liberatore dell’immagine e Gesù Cristo eterno ed irremovibile, riproponiamo il nostro sguardo d’autore dedicato al film-maker per eccellenza, una breve introduzione al suo Cinema e alle sue opere più importanti.

VISIONE: SHADOW di FEDERICO ZAMPAGLIONE - Zampaglione sembra quasi auto-censurarsi ricorrendo al contro-campo o al fuori-quadro invece di mostrarci il vero sadismo dell’orrore; che l’essere voyeur sia una prerogativa di certo horror non è un mistero, ma il regista sembra tapparsi volutamente gl’occhi, paralizzato.

VISIONE: CELLA 211 di DANIEL MONZON – Nell’anno del revival del genere carcerario (vedisi Un prophete di Audiard), l’opera di Monzòn si rivela un film romantico, vissuto, di quelli di una volta, che non scappa dalla realtà in cerca di sensi e intellettualismi (e rielaborazioni), ovvero un film di uomini d’azione.

REPORT: FEFF 2010 – IL CINEMA D’ORIENTE E’ MORTO (REPRISE CIT.) - Forse, a distanza di un paio d’anni, tocca dare ragione a Pier Maria Bocchi quando annunciava che “Il Cinema d’Oriente è morto”, non nel senso che non fa più bei/ottimi film, ma riguardo il fatto che ormai l’Asia non ha più una precisa identità estetica.

VISIONE: FROM PARIS WITH LOVE di PIERRE MOREL   La disinvolta spontaneità è evidentemente il marchio di fabbrica di un giovane autore, Pierre Morel, che al suo terzo film è già lì non ad affermarsi ma a confermarsi (dopo il frizzante Banlieue 13 e il potente Io vi troverò), dimostrando di conoscere il linguaggio del Cinema.

VISIONE: VENDICAMI di JOHNNIE TO - Vengeance è opera incostante e orfana dell’impeccabile geometria che caratterizzò i vari The Mission e PTU: caratterizzazioni e componenti emotive restano a galleggiare in superficie, schiave di una forma mai come in questo caso tanto vicina alla perfezione tecnica quanto algida e distaccata.

 

 

 

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